Libertà non è partecipazione. E’ semplicemente libertà, quindi anche libertà di partecipare o non partecipare..

La frase  “Libertà è partecipazione” è una mistificazione tipica dei comunitari, individui che hanno l’ossessione di controllare gli altri.

E’ infatti evidente che la parola libertà significa appunto libertà, quindi libertà, anche riguardo al partecipare, di scegliere se partecipare o no.

Se si impone la mistificazione “libertà è partecipazione” si costringono gli individui a partecipare comunque ad una comunità o all’altra, quindi comunque ad intrupparsi, permettendo così a chi ha l’ossessione di controllare gli altri di svolgere più facilmente il suo compito.

Il pianeta Terra è pieno di individui ossessionati dall’esigenza di controllare gli altri, che sono sempre e comunque degli individui che hanno paura degli altri e della loro libertà, che considerano gli altri e  la libertà degli altri come un pericolo per la sua vita.

“Siamo uomini o caporali ?” diceva Totò.

Gli uomini sono individui sani che vivono liberamente la propria vita e permettono agli altri di vivere la loro.

I caporali, invece, sono individui malati, che hanno paura degli altri, temono la loro libertà, la considerano come un pericolo e fanno di tutto per irretirla e controllarla.

Il metodo più esplicito, ma anche il meno pericoloso, per controllare gli altri è la violenza, la diretta minaccia rivolta ad un individuo: “O fai come dico io o ti faccio violenza”.

Il metodo più subdolo, quindi il più pericoloso, è la creazione della cosiddetta “comunità”.

Si inventa  una cosa chiamata “comunità” a cui gli individui, i singoli esemplari della specie Homo Sapiens, sarebbero naturalmente portati in virtù di un fantomatico “amore per il prossimo” in realtà inesistente in natura, ma inventato per la bisogna.

In realtà la comunità è un gregge,, creato per tenere insieme le pecore e portarle a tosare e/o a macellare  per fare carne per il padrone., guidato da un pastore e da un cane, pagati dal padrone.

La funzione della comunità – gregge è quella di irretire, omologare ed intruppare gli individui perchè ridurre i singol individui in quella condizione è una situazione in cui è più facile portarli dove si vuole.

Non ci vuole molto a capire che portare dove si vuole una massa di individui irretiti, omologati ed intruppati in un gregge è enormemente più facile che portare dove si vuole, uno per uno, i singoli individui.

Quando si ha a che fare con i singoli individui bisogna convincerli uno per uno, con argomenti validi, riiuscendoci o meno, fermo restando che ogni individuo può liberamente assecondare quegli argomenti e seguirti, oppure non assecondarli e non seguirti.

Se quegli stessi individui vengono omologati, irretiti ed intruppati in una comunità il compito di chi vuole guidarli, per portarli dove vuole, è enormemente più facile.

Dall’esigenza di irretire, omologare ed intruppare individui in un gregge per facilitare il compito di chi vuole portarli dove vuole nasce la parola COMUNITA’ ed il motto dei comunutari LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE.

 

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