Trovo sorprendente il fatto che alcuni esemplari della specie Homo Sapiens si pongano come modelli di riferimento, ma ancor più sorprendente che altri accettino ed istituzionalizzino il loro “ruolo” fino a giungere a pagarlo come professione

Sto parlando naturalmente, come tutti avranno capito, di figure come i “sacerdoti” delle varie religioni.

Esemplari della specie Homo Sapiens che si pongono verso i loro simili, esemplari adulti della specie come loro, come guide e modelli di riferimento, e che vedono addirittura riconosciuto, istituzionalizzato come professione e pagato questo modo assolutamente irrealistico ed infondato, per non dire delirante, di porsi nei confronti dei loro simili.

Questa situazione, in sè assurda, produce due conseguenze pericolosissime nel contesto sociale.

In primis la presenza inquietante e pericolosa di individui che ricevono un compenso, cioè quanto gli serve a vivere, per esercitare il ruolo di “guide degli altri” e possono pertanto spendere gran parte del loro tempo e delle loro energie in questa attività, non dovendo preoccuparsi di guadagnarsi di che vivere lavorando.

Poi la diffusione nel contesto sociale di altri individui che, prendendo come modello di riferimento queste figure istituzionalizzate di “guide dei propri simili” iniziano a porsi anche loro allo stesso modo, gratuitamente e senza compenso, spinti proprio dalla presenza di quei modelli di riferimento istituzionalizzati.

Si diffonde cioè l’idea, assolutamente assurda, che un esemplare della specie Homo Sapiens debba e/o possa assumere il ruolo di “guida” di altri esemplari adulti della stessa specie, cosa che è, come è a tutti comprensibile, del tutto assurda ed infondata.

Un’idea pericolosa che porta a conseguenze concrete strane e pericolosissime nel contesto sociale.

Accade infatti che gli esemplari adulti della specie Homo Sapiens che concretamente si pongono in quel modo e con quell’approccio verso altri esemplari adulti della stessa specie, loro simili, non sono semplicemente ed immediatamente trattati da tutti gli altri come dei pazzi deliranti e quindi curati, ma spesso accettati, come se quello che fanno fosse “normale”.

Si assiste così a spettacoli tragicomici in cui un esemplare adulto della specie Homo Sapiens, collocato in posizione fisica elevata rispetto agli altri e vestito di lunghe tuniche o abbigliamenti simili, indossati appositamente per autoconferirsi un ruolo di “autorità morale e guida”, parla e predica per guidare, indottrinare ed educare altri esemplari adulti della specie.

Ma si assiste anche, altrettanto incredibilmente, ad esemplari adulti della specie Homo Sapiens che autonomamente si pongono in posizione sottomessa verso di lui, allo scopo di ascoltare quelle che egli presenta come presunte Verità Vere, che sono tali in quanto emanazione di un ipotetico e non meglio identificato Essere Superiore, con cui lui sarebbe in contatto.

Il delirio di un pazzo, di un individuo gravemente malato di mente che parla di dei, anime e vite eterne, morti che resuscitano e vergini che partoriscono, invece di essere immediatamente fermato, per poi curare il pazzo che delira, diventa incredibilmente un messaggio per gli altri.

Una situazione che qualunque esemplare adulto sano della specie Homo Sapiens riconoscerà immediatamente come ridicola e pericolosa, ma che purtroppo continuiamo a vedere quotidianamente e concretamente nel nostro Bel Paese.

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