No alla morale del risentimento. Si alla richiesta di una più equa distribuzione della ricchezza. che impedisca l’accumulo di troppa ricchezza e potere nella mani di pochi, che poi li useranno per sottomettere e schiavizzare tutti gli altri

 

Non tutti quelli che chiedono giustizia sociale ed eguaglianza, in nome della libertà e della dignità degli uomini, sono uguali.

Molto spesso, anzi quasi sempre, dietro alla richiesta di maggiore giustizia sociale, o di maggiore eguaglianza, si nasconde l’invidia, il risentimento, quella che Nietzsche chiamava appunto MORALE DEL RISENTIMENTO, cioè l’atteggiamento di chi copre le sue invidie, i suoi rancori ed i suoi risentimenti dietro alibi morali di ammmore tra gli uominio ed eguaglianza.

Si tratta di individui che vorrebbero essere ricchi e potenti, per fare le stesse cose che fanno ricchi e potenti, cioè usare la ricchezza ed il potere per sottomettere e schiavizzare tutti gli altri, ma che, siccome contingentemente non hanno ricchezza e potere e non possono esprimersi secondo quella loro natura, si sfogano urlando alla giustizia sociale ed all’ eguaglianza.

Sono individui riconoscibilissimi, che hanno un’ involuzione sempre simile.

In un primo momento, quando sono poveri e sottomessi, stigmatizzano volentemente i costumi di quelli che sono ricchi e potenti, accusandoli delle peggiori ingiustizie e delle peggiori infamità, cose che in realtà quel tipo di individui spesso fa, ma dimenticando che quelle ingiustizie e quelle infamità sono possibili soltanto perchè ci sono altri individui disposti a subirle, che sono quindi responsabili esattamente come i primi.

Dopo un pò di tempo prevale in essi la voglia smodata di ricchezza e di potere ed in nome di quella sono disposti a tutto. e diventano schiavi, servitori e lecccaculo  proprio di quei ricchi e potenti che stigmatizzavano. per conseguire una qualche ricchezza ed un qualche potere.

Infine quando hanno raggiunto una qualche ricchezza o un qualche potere, abbandonano immediatamente la posizione di richiesta di maggiore giustizia sociale ed eguaglianza, che non era la loro motivazione primaria fin dall’inizio e si abbandonano oscenamente, molto più di quelli che stigmatizzavano prima, a mettere in atto ogni sorta di ingiustizia ed infamità, ad ogni tipo di sottomissione, sfruttamento ed umiliazione degli altri.

L’ atteggiamento di chi è mosso realmente da motivazioni di maggiore eguaglianza e giiustizia sociale, in nome della libertà e della dignità umana è completamente diverso.

Egli innanzitutto sa che solo chi è felice e sta bene può essere di aiuto agli altri e quindi cerca di conseguire una condizione di benessere, senza perseguire, neppure per un attimo, una ricerca di ricchezza e potere smodati, a cui non è interessato.

Poi, proprio perchè il suo valore è la vita, la libertà e la dignità umana e le sue ambizioni sono sane, naturali ed umane non è in alcun modo disposto a prostituirsi ed a vendersi per raggiungere ricchezza e potere, e conseguentemente stigmatizza non solo chi è ricco e potente ed usa la sua ricchezza e la sua potenza per sottomettere ed umiliare gli altri, ma anche chi, non essendo ricco e potente, si vende e si prostituisce completamente a chi ricco e potente è, per averne giovamento.

Egli sa quello che è ovvio ed evidente, e cioè che la situazione di sfruttamento dell’uomo sull’uomo è possibile soltanto perchè a fianco di uomini più ricchi e potenti degli altri che usano la loro ricchezza ed il loro potere per sottomettere ed usare gli altri, ne esistono altri, che non sono ricchi e potenti, ma sono disposti a tutto per diventarlo, anche a vendersi ed a prostituirsi, cioè a diventare schiavi, servitori e leccaculo di chi ricco e potente è, per trarne ricchezza e potere.

Insomma per concludere..

I primi hanno il denaro come valore e non la vita, la libertà e la dignità ed ostentano la vita, la libertà, la dignità, l’eguaglianza, la giustziia sociale e qualunque altro valore solo come strumento per raggiungere il denaro, e sono poi disposti a tutto per ottenere il denaro, compreso il rinunciare alla propria vita, alla propria libertà, alla propria dignità e a tutti gli altri valori che prima ostentavano, senza crederci minimamente.

I secondi hanno veramente la vita, la libertà e la dignità umana come valore e non sono disposti a tutto, tanto meno a rinunciare alla propria vita, alla propria libertà ed alla propria dingità per conseguire denaro, semplicemente perchè vita, libertà e dignità sono per loro valori più importanti del denaro.

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