Appare sempre più evidente, alla luce del sole di luglio e nel terso cielo estivo, che nel genio dobbiamo riconoscere un fenomeno dionisiaco il quale ci rivela ogni volta di nuovo il gioco di costruzione e distribuzione del mondo individuale

Appare sempre più evidente,alla luce del sole di luglio e nel terso cielo estivo,

che esistono ancora ben strani individui

che credono in un non meglio identificato “Dio”

e delirano di anime eterne, vite eterne,

nonchè di morti che resuscitano e di vergini che partoriscono.

Appare sempre più evidente,alla luce del sole di luglio e nel terso cielo estivo,

che tutte queste illusioni

sono dei patetici tentatvivi

di cancellare la realtà naturale della vita e della morte,

che li angoscia.

NIENTE E’ PIU’ MORTO DI UN MORTO,

come si dice,

ed i poveracci assistono, come tutti,

alla morte di decine, centinaia, migliaia di loro simili

ed hanno un cervello evoluto in grado di operare la deduzione logica:

“Se loro muoiono io, che sono come loro, morirò come loro”.

Quel che distingue i poveracci dagli altri esemplari della specie Homo Sapiens

è la loro incapacità di accettare la realtà naturale della vita e della morte.

in particolare la realtà naturale certa. ovvia ed indiscutibile,

che ogni essere vivente muore

e che ogni vita si conclude con la morte.

A voler essere precisi i poveracci,

in realtà,

riescono ad accettare la realtà naturale della morte degli altri.

Quel che gli riesce difficile, o meglio impossibile,

è accettare, in particolate.

la realtà naturale della loro morte.

Nascono così infinite ed illimitate fantasie

su anime eterne che sarebbero contenute nel corpo mortale

e su vite eterne che spetterebbero di diritto,

non si sa perchè,

agli esemplari della specie Homo Sapiens

e non a tutti gli altri esseri viventi.

Nascono così infinite ed illimitate fantasie

su presunti ed ipotetici esseri soprannatutrali

onnipotenti, onniscienti, onnicomprensivi ed onnitutto,

che aiuterebbero e sosterrebbero

gli esemplari della specie Homo Sapiens,

risolvendo la naturale precarietà della loro esistenza,

se opportunamente sollecitati con peculiari rituali e preghiere.

Ad un esemplare sano della specie Homo Sapiens,

che vive felicemente, serenamente e consapevolmente

la realtà naturale della vita e della morte,

e non ha alcun problema ad accettare la realtà naturale della sua morte,

appare subito evidente la natura delirante

di quel parlare di dei, anime eterne, vite eterne,

nonchè morti che resuscitano e vergini che partoriscono,

ed appare altrettanto evidente la motivazione di quel delirio:

l’esigenza di cancellare la consapevolezza della realtà naturale della morte.

A questo punto viene naturale,

ad un esemplare sano della specie Homo Sapiens

tentare di liberare i poveracci dai loro deliri,

cercando di far capire loro

la natura delirante di quelle loro affermazioni

e la motivazione reale del loro insorgere.

Accade però purtroppo che ogni volta, nel farlo,

egli si scontri con un muro invalicabile di ottusità mentale,

di incapacità di comprendere ogni argomentazione sensata e ragionevole.

costruito appositamente per impedire di far riaffiorare quella consapevolezza,

che angoscia terrribilmente i poveracci.

In realtà, a volerla dire tutta, da questo confronto

da esemplare sano ed esemplare malato della specie

si generano delle situazioni ancora più assurde e paradossali.

Accade infatti quasi sempre che l’esemplare malato,

quello che delira di anime eterne, vite eterne,

esseri soprannaturali, morti che resuscitano e vergini che partoriscono,

voglia convincere l’esemplare sano,

quello che vive serenamente e felicemte senza tutto ciò,

della necessità di questi deliri,

sostenendo che senza di essi

sarebbe impossibile vivere e/o vivere felici.

Quel che accade, in realtà,

è anche in questo caso assolutamente spiegabile

col meccanismo della proiezione:

il poveraccio è talmente angosciato dalle sue paure da proiettarle negli altri

ed ipotizzare, conseguentemente,

che anche essi abbiano bisogno delle sue illusioni per cancellarle.

Si comporta, per fare una metafora che renda comprensibile la situazione,

come uno che non sa nuotare, ha bisogno del salvagente per stare a galla,

e cerca di convincere chi invece sa nuotare e lo fa serenamente

della necessità del salvagente per nuotare.

Ma tant’è e non c’è nulla da fare..

La condizione psicologica dei poveracci,

caratterizzata da profonda paura ed angoscia

della realtà naturale della vita e della morte,

rende loro indispensabili quelle illusioni

su dei, anime eterne e vite eterne,

senza le quali non ce la fanno a vivere.

Nasce da qui

sia la loro totale incapacità di comprendere

ogni argomentazione sensata  e ragionevole

che cerchi di riportarli alla consapevolezza

della realtà naturale della vita e della morte,

sia il loro disperato e patetico tentativo

di portare a tutti le loro illusioni,

convinti che tutti, come loro, siano incapaci di vivere senza.

In conclusione domandiamoci: “Cosa fare con loro ?”

“Come deve comportarsi un esemplare sano della specie Homo Sapiens

quando incontra suoi simili così gravemente e profondamente malati ?”

Non resta altro che accettare i loro limiti.

Non resta altro accettare le loro tare genetiche,

le loro paure e le loro angosce

e la loro incapacità di abbandonare le loro illusioni.

Non resta altro da fare, insomma,

per seguire la metafora prima usata,

che accettare la loro necessità di munirsi di salvagente

per restare a galla

conseguenziale al loro terrore, che li paralizza,

e che rende loro impossibloe nuotare.

Non resta altro da fare, insomma,che non provare in alcun modo a toglergli il loro salvagente,

per pietà e comprensione umana,

per evitare l’insorgere nei poveracci

di attacchi di panico e di angoscia

che potrebbero essergli fatali.

 


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...