Quelli che predicano la Pace, a tutti i costi, anche in condizioni di ingiustizia, da mantenere rassegnandosi alle ingiustizie e perdonando gli ingiusti, sono servi pagati degli ingiusti e lavorano per mantenere uno status quo di ingiustizia

PACE.

Che bella parola..

A chi non piace la parola “PACE” ?


A chi non piace la condizione di giustizia, di uguaglianza, di rispetto reciproco, di equilibrio, di armonia, di serenità e felicità che quella parola evoca ?


Chi non vorrebbe vivere sempre in pace ?

Ma la pace presuppone giustizia, uguaglianza, rispetto reciproco, equilibrio.

La pace, la condizione di armonia, di serenità e di felicità che quella parola evoca possono esistere soltanto se ci sono giustizia, uguaglianza, rispetto reciproco ed equilibrio.

La pace, la condizione di armonia, di serenità e di felicità che quella parola evoca possono esistere soltanto se tutti gli individui che compongono una società umana lavorano per creare condizioni di giustizia, di eguaglianza e di rispetto reciproco.

Se tutti gli individui che compongono una società umana lavorano per creare condizioni di giustizia, di eguaglianza e di rispetto reciproco. la pace viene da sola, come conseguenza necessaria ed inevitabile.

Come dice un aforisma che riassume perfettamente tutto questo:

SE VUOI LA PACE LAVORA PER LA GIUSTIZIA.


Ma quando la giustizia non c’è?

Ma quando l’eguaglianza tra gli uomini non c’è ^

Ma quando il rispetto reciproco non c’è ?

Quando una piccolissima minoranza di individui possiede tutto e decide della vita di tutti gli altri, senza giustizia, senza uguaglianza, senza rispetto reciproco ?

Quando una piccolissima minoranza di individui possiede tutta la ricchezza ed il potere e fa come vuole, sottomettendo ed usando tutti gli altri, commettendo ogni sorta di ingiustizie ?

Può esserci la pace in queste condizioni ?

Deve esserci la pace in queste condizioni ?


Assolutamente no.


Mantenere la pace in queste condizioni vuol dire mantenere quelle condizioni di ingiustizia, di disuguaglianza, di mancanza di ripetto dell’uomo per l’uomo.

Chi vuole la pace lavora per la giustizia, si è detto.

Ma chi pretende di avere la pace ed impone la pace in condizioni di ingiustizia e di disuguaglianza lavora per mantenere l’ingiustizia e la disugiuaglianza.

Ma chi pretende di avere la pace in condizioni di ingiustizia e di disuguaglianza lavora per mantenere una situazione in cui una piccolissima minoranza di individui possiede tutta la ricchezza e tutto il potere e li usa per creare una società ingiusta, in cui l’uomo sottomette l’altro uomo e sfrutta l’altro uomo.

Ma chi pretende di avere la pace in condizioni di ingiustizia e di disuguaglianza lo fa  perchè sa che chi possiede tutto il potere e tutta la ricchezza e si giova di quelle condizioni di ingiustzia e di disuguaglianza per mantenere tutta la ricchezza e tutto il potere, non cambierà mai pacificamente qielle condizioni, non rinuncerà mai pacificamente ai suoi privilegi.

Chi predica la pace in condizioni di ingiustizia e di disuguaglianza, da mantenere a tutti i costi, incantando gli uomini con cazzate tipo “la giustizia non è di questa Terra” e con favole di mondi dopo la morte in cui i giusti saranno premiati e gli ingiusti saranno puniti
lavora per mantenere, sulla Terra, uno status quo caratterizzato dall’ ingiustizia e dalla disuguaglianza.

Chi esorta alla rassegnazione all’ingiustizia ed al perdono degli ingiusti, incantando gli uomini con cazzate tipo “la giustizia non è di questa Terra” e con favole di mondi dopo la morte in cui i giusti saranno premiati e gli ingiusti saranno puniti lavora per mantenere l’ingiustizia, lavora per mantenere, sulla Terra, uno status quo caratterizzato dall’ ingiustizia e dalla disuguaglianza.

Chi predica la pace in condizioni di ingiustizia e di disuguaglianza, da mantenere a tutti i costi, incantando gli uomini con cazzate tipo “la giustizia non è di questa Terra” e con favole di mondi dopo la morte in cui i giusti saranno premiati e gli ingiusti saranno puniti, è un servo pagato degli ingiusti, di quelli che creano ingiustizia e disuguaglianza e vogliono mantenere lo status quo caratterizzato dall’ingiustizia e dalla disuguaglianza, per continuare a realizzare i propri interessi, a scapito di tutti gli altri.

Chi esorta alla rassegnazione all’ingiustizia ed al perdono degli ingiusti, incantando gli uomini con cazzate tipo “la giustizia non è di questa Terra” e con favole di mondi dopo la morte in cui i giusti saranno premiati e gli ingiusti saranno puniti, è un servo pagato degli ingiusti, di quelli che creano ingiustziai e disuguaglianza e vogliono mantenere lo status quo caratterizzato dall’ingiustizia e dalla disuguaglianza, per continuare a realizzare i propri interessi.

Guardiamoci dunque da questi “predicatori di pace”.


Guardiamoci da questi individui subdoli che usano la parola “pace”, che tutti amano, per incantare tutti e mantenere così una condizione di ingiustizia e di disuguaglianza che conviene a pochi, a quei pochi che si giovano di quella condizione e che si arricchiscono in quella condizione.

Guardiamoci da questi individui subdoli che vogliono mantenere la pace soltanto per mantenere una condizione di ingiustizia e di disuguaglianza che conviene a quei pochi che si giovano di quella condizione e che si arricchiscono in quella condizione.

Ricordiamo loro che certamente amiamo la “pace”, ma che la pace presuppone la giustizia, l’uguaglianza tra gli uomini, il rispetto reciproco.

Ricordiamo loro che certamente amiamo la “pace”, ma che non può esserci la pace dove non c’è giustizia, dove non c’è uguaglianza tra gli uomini, dove non c’è rispetto reciproco.

E se ancora non ci ascoltano, e fingono di non capire, URLIAMO loro che certamente amiamo la “pace”, ma che non DEVE esserci la pace dove non c’è giustizia, dove non c’è uguaglianza tra gli uomini, dove non c’è rispetto reciproco.

E se ancora non ci ascoltano, e fingono di non capire, URLIAMO loro che se veramente amano la pace, come la amiamo noi, devono combattere, insieme a noi, per imporre quelle condizioni di giustizia, di uguaglianza, di rispetto reciproco tra gli uomini da cui verrà, come conseguenza necessaria ed inevitabile, UNA VERA CONDIZIONE DI PACE, SOLIDA, STABILE E DURATURA, ACCETTATA DA TUTTI GLI UOMINI, e non quella precaria situazione di pace imposta da pochi a tutti gli altri con la violenza.

E se ancora non ci ascoltano, e fingono di non capire, URLIAMO infine loro che quella pace, risultato finale della giustizia, dell’uguaglianza, del rispetto reciproco, LA VOGLIAMO QUI SULLA TERRA, in questa vita, che è l’unica che conosciamo e l’unica che ci interessa.

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