“Libertà è partecipazione” più “Comunione e liberazione” e tutte le pecorelle entrano belanti nel gregge, pronte ad essere portate. tutte insieme, guidate dal pastore e dal cane, dove vuole il padrone

 

“Libertà è partecipazione”

e

“Comunione e liberazione”

sono due slogan per annichilire l’individuo, la sua libertà ed i suoi diritti,

portarlo nel gregge

e poi a tosare, per far lana per il padrone.

Iniziamo con il considerare


il famigerato slogan


“Libertà è partecipazione”

e domandiamoci dunque: “LIbertà è partecipazione ?”

La condizione di libertà, l’essere libero,

presuppone necessariamente la possibilità di scegliere,

quindi di scegliera anche tra “partecipare” e “non partecipare”.


Dipende da quello a cui devo partecipare..

Se me conviene, se mi è utile partecipo.

Se non mi conviene e non mi è utile me ne sto per i cazzi miei.

O NOOOO ??

Imporre il dogma LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE

vuol dire togliere alla parola “libertà” la sua caratteristica fondamentale,

che è appunto la possibilità di scegliere,

cercando di imporre una scelta,

cioè quella di partecipare,

come scelta obbligata.

In questo modo semplicemente la libertà non c’è più.

Lo slogan “Libertà è partecipazione”

è pertanto una vera e propria misitifcazione

e se c’è una mistificazione vuol dire che c’è uno scopo.

Qual è lo scopo di chi inventa e diffonde lo slogan mistificatorio

LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE ?

Imporre la partecipazione appunto.

Annichilire l’individuo, la libertà individuale, i diritti individuali

ed intrupparlo nel gregge,

perchè portare un gregge di pecore belanti dove si vuole

è molto più facile che portarci, uno alla volta, individuo per individuo.

Con lo slogan “Libertà e partecipazione”


le pecorelle so’ fottute..

Se volete essere libere dovete partecipare pecorelle..

Quindi tutte in gregge a belare..

Guidate dal cane e dal pastore..

Che vi portano tutte  a tosare..

Per far lana per il padrone..

E mentre state tutte in fila, nel gregge,

per andare a farvi tosare e far lana per il padrone

cantate tutte insieme la canzoncina

LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE !

Provate a pensare quanto sarebbe più difficile

portare a tosare gli individui uno per uno,

non plagiati dallo slogan LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE,

per convincerli ad autointrupparsi nel gregge,

ma liberi, che decidono uno per uno, volta per volta,

se partecipare o no.

Molto più difficile, anzi impossibile.

Invece nel gregge si fa in un attimo.

L’importante è convincerli ad entrare..

A quello serve LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE.


Esso è semplicemente il richiamo del pastore

per portare le pecorelle al gregge,


e poi tutte insieme,

nel gregge, a tosare per far lana per il padrone.

Accade poi che le pecorelle sono talmente plagiate

che fanno di LIBERTA’ E PARTECIPAZIONE il loro inno.

la canzoncina che cantano tutte insieme, nel gregge,

mentre il pastore ed il cane le portano a tosare per far lana per il padrone.

Passiamo ora all’latro slogan famigerato,

su cui è stato fondato addirittura

un fanigerato movimento politico,

vicino ai pastori ed ai cani originari,

i più bravi ad annichilire individui ed intrupparli nel gregge

per portarli dove vuoloe il padrone,

cioè la chiesa cattolica ed i preti.

Anche in questo slogan è evidente una istificazione:

la “liberazione” è un processo che porta alla libertà

ed anche qui imporre la “cvmunione come liberazione”

vuol dire togliere alle parole “liberazione” e “libertà”

la caratteristica fiondamentale, quello che dà significato e valore alla parola,

cioè l’essere liberi,

il poter scegliere tra alternative diverse,

quindi anche tra “comunione” e “non comunione”

Imporre come dogma la “comunione” come strumento di liberazione

che porta alla libertà

vuol dire anche qui togliere la libertà di scelta,

la libertà tout court,

per imporre la “comunione”,

cioè l’intruppamento, l’omologazione, il gregge insomma.

Come lo slogan “Libertà è partecipazione”

usava in modo subdolo e mistificatorio la parola “libertà”

per togliere la “libertà”,

così lo slogan £”Comunione e liberazione”

usa la parola “liberazione” per impedire la liberazione,

cioè il processo che porta l’individuo alla libertà.

Lo scxopo della subdola mistificazione è lo stesso:

imporre la comunione appunto.

per annichilire l’individuo, la libertà individuale, i diritti individuali

ed intrupparlo nel gregge,

perchè portare un gregge di pecore belanti dove si vuole

è molto più facile che portarci, uno alla volta, individuo per individuo.

In realtà i due slogan

Libertà è partecipazione

e

Comunione e liberazione

sono due strumenti morbidi, di convincimento,

con cui la comunitù – gregge – mafia,

che è sempre e comunque

un’ organizzazione di tipo mafioso,

creata e guidata da uno o da pochi,

per portare tutti gli altri dove vogliono

quell’uno o quei pochi che l’hanno creata

e la tengono in piedi per quello scopo,

cercano di convincere, con le buone,

gli individui ad autoannichilirsi,

a rinunciare alla loro libertà ed al loro diritti individuali,

per autointrupparsi nel gregge – comunità – mafia.

Se i metodi morbidi, blandi, subdoli

del convincimento attraverso slogan subdoli e mistificatori

non funzionano

si passa a metodi più violenti.

Vediamo quali sono.


Inizio ripetendo che il presupposto che porta a creare le comunità,

avendo come modello il gregge,

è che è molto più facile portare un gregge dove si vuole

che i singoli individui uno per uno.

Il gregge va dove la pecora che sta davanti.

I singoli individui vanno convinti uno per uno

e questo richiede più tempo e più energia.

Per quello scopo si formano le comunità,

greggi guidati da un cane e da un pastore

per portare le pecore a tosare

e fare lana per il padrone.

Creare una comunità – gregge

vuol dire necessariamente

portare tutti gli individui in un gregge,

ma gli individui molto spesso

non sono disponibili ad entrarci.

Per questo motivo ogni comunità – gregge

mette a punto e realizza concretamente

tutta una serie di tecniche finalizzate

a portare a forza l’individuo nel gregge.

Sono le tradizionali tecniche mafiose

di intimidazione fisica e psichica,

di violenza fisica e psichica,

che ogni comunità usa,

perchè ogni comunità è sempre e comunque una mafia.

1) Colpevolizzazione e criminalizzazione dell’individuo

(il peccato originale, il senso di colpa, il peccato tout court dellla chiesa cattolica,

che è la comunità originaria, il gregge originario, la mafia originaria).

2) Emarginazione ed isolamento dell’individuo

(tecnica sofferta e subita soprattutto dai più deboli psicologicamente,

che hanno grosse carenze affettive e sindrome di abbandono,

o economicamente, che non hanno mezzi di sostentamento.)

3) Indebolimento dell’individuo con attacchi psicologici personali

finalizzati a ridicolizzarlo e diminuire e/o distruggere la sua autostima)

4) Violenza fisica e psichica di tipo intimidatorio

(extrema ratio, a cui l’individuo intelligente fa giungere la comunità,

per evidenziare la sua natura mafiosa e criminale, e denunciarla)

La tecnica che l’uomo libero, l’individuo intelligente

deve usare per rilevare la natura mafiosa e violenta

di ogni comunità – gregge

consiste nel mantenere la propria libertà individuale,

rifiutandosi di entrare nel gregge,

fino a costringere la comunitù – gregge -mafia

ad usare la violenza e l’illegalità.

ribvelando così la sua reale natura criminale e mafiosa.

Per giungere a quel punto è ovviamente necessario

conoscere l’evoluzione violenta delle tecniche di intimidazione mafiosa.

in modo da poterle gestire con intelligenza,

resistere ad esse

e mantenere così la propria libertà individuale.

A quel punto la comunità – gregge – mafia,

che  è sempre e comunque una struttura illegale,

perchè ha strutturalmente lo scopo illegale di distruggere i diritti individuali

per costringere l’individuo

a far parte del gregge, per poi portarlo dove vuole

ed usarlo in funzione degli interssi dell’uno o dei pochi

che hanno costuito la comunità – gregge – mafia per i lorom scopi,

sarà costretta a rivelare esplicitamente la sua natura violenta e criminale,

usando metodi esplicitamente violenti e criminali,

che potranno essere così evidenziati, provati e denunciati.

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