Voi non ci crederete, ma esistono ancora individui che “credono nell’Umanità” (maiuscolata naturalmente…)



Individui talmente presi dal loro delirio

che continuano a mantenere immagini ideali e modelli ideali di Uomo

e ritengono probabile, possibile o addirittura certa

un’evoluzione, un progresso, una crescita

degli esemplari della specie Homo Sapiens

finalizzata a raggiungere quei modelli.


Un delirio personale, un desiderio di illusione

che resiste nonostante tutta la storia umana,

ma anche la più banale cronaca quotidiana,

mostrino in modo inoppugnabile ed inequivocabile

la realtà degli esemplari della specie Homo Sapiens

nei loro comportamenti quotidiani.
Si tratta di esemplari della specie Homo Sapiens

afflitti da una vera e propria tara genetica,

che li rende incapaci di sopravvivere senza credere in qualcosa

e la loro Fede nell’ Umanità (maiuscolata..)

e un sostitutivo della Fede in Dio (maiuscolata anch’essa..)

o spesso coesiste con essa,

a rendere ancor peggiore la loro condizione esistenziale.


Li riconosci, i poveretti, dal loro modo di approcciare gli altri,


nei confronti dei quali si pongono del tutto fiduciosi e disponibili,

avendo come riferimento l’ immagine che hanno di essi

e ciò che pensano che essi siano,

del tutto privi della consapevolezza della loro realtà effettiva.

Li riconosci soprattutto a conclusione del rapporto con gli altri,


che era iniziato con quell’avvio fiducioso e disponbile.

Sono distrutti e delusi, spesso con le vite spezzate,


pieni di rancore e di risentimento,

generati dalle situazioni e dalle esperienze

che hanno dovuto affrontare nel rapporto reale con gli altri,

che hanno mostrato in modo spietato

la diversità tra la realtà degli esemplari della specie Homo Sapiens

ed il modello ideale che essi avevano di loro.

Una serie di situazioni e di esperienze


che dipende soltanto da loro e dai modelli ideali e mentali costruiti,

che è generata soltanto dalle loro illusioni e dai loro deliri,

senza che gli altri ne sappiano alcunchè,

che avrebbero potuto evitare

se avessero conosciuto fin dall’inizio la realtà effettiva degli altri,

e, conseguentemente, si fossero rapportati a loro

con la consapevolezza di quella realtà effettiva,

senza stravolgerla con i  fantasmi partoriti dal loro cervello.

Ma la cosa più inverosimile e drammatica è che essi

continuano a delirare di Umanità e di progresso ed evoluzione dell’uomo

anche dopo tutte queste eaperienze negative

e nonostante ogni esperienza negativa,

resi ottusi dal lbisogno di credere a qualcosa,

che sia dio, l’umanità o chissà che altro,

che, è alla fin fine, il loro vero problema.

Una ottusa necessità di credere a qualcosa 

che resiste a qualunque esperienza, 

che, soprattutto, non tiene conto di alcuna esperienza,

e che produce l’immane tragedia

che è tutta la loro esistenza

che sarà, alla fin fine,

soltanto la conseguenza necessaria ed inevitabile

della loro ottusa necessità di credere a qualcosa,

del loro incoercibile bisogno di illusioni.



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