La femmina scissa dal controllo del maschio impazzisce, fa impazzire i maschi più giovani e deboli e la socetà umana

Il corpo della femmina è,

in ogni specie vivente,

il luogo in cui avviene la riprodzione della specie,

ma, naturalmente,

affinchè la riproduzione avvenga

il corpo della femmina ha da essere fecondato dal maschio. 


I due genitori,

il maschio e la femmina,

sono ambedue interessati,

alla permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra,

che, insieme alla sopravvivenza individuale,

è il bisogno istintivo di ogni essere vvente,

il senso della vita

e lo scopo della vita. 

Per la femmina,

naturalmente,

questa permanenza è scontata 

ogni volta che un cucciolo nasce dal suo corpo,

visto che, naturalmente ed ovviamente,

il cucciolo esce fisicamente dal suo corpo

e possiede certamente il suo corredo genetico. 

Il maschio ha invece bisogno di altri modi

per garantirsi la certezza che il cucciolo nato sia il suo,

per garantirsi cioè la permanenza del suo corredo genetico.

Nelle specie viventi che vivono allo stato di natura

il maschio,

per aumentare la probabilità di permanenza del suo corredo genetico,

si limita a spargere il seme tra molte femmine:

più saranno le femmine con cui si accoppierà

più aumenterà la probabilità di fecondaren una,

più aumenterà la probabilità che nasca un cucciolo 

che possiede il suo corredo gentico. 

Il periodo di dipendenza ridotto del cucciolo

farà poi si che soltanto la femmina,

per quel periodo ridotto di dipendenza, si occuperà di lui,

per aiutarlo nella crescita, allattandolo ed accudendolo,

ed evitare che sia ucciso da altre specie. 

Nella specie Homo Sapiens,

specie evoluta in cui la dipendenza del cucciolo è prolungata,

ambedue i genitori devono occuparsi del cucciolo

per aumentare le sue probabilità di sopravvivenza

e, con essa,

di permanenza del proprio corredo genetico. 

Nasce la famiglia,

luogo naturale in cui il maschio e la femmina

che hanno generato quel determinato cucciolo

si occupano di lui

durante il suo periodo prolungato di dipendenza,

dovuto alla sua appartenze ad una specie evoluta.

Per la femmina nulla cambia,

visto che il cucciolo,

sia nello stato di natura, 

in cui si accoppia con un maschio per poi occuparsi del cucciolo, 

sia nella società creata dalla specie Homo Sapiens,

esce fisicamente dal suo corpo

ed ella, pertanto,

non ha alcun problema a riconoscerlo come suo

e quindi ad occuparsi d lui

per garantire la sua sopravvivenza,

e, con essa,

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra. 

Per il maschio,

invece,

cambia tutto.

Se nello stato di natura esso si limitava

a spargere il seme tra molte femmine per fecondarle,

per aumentare la probabilità che nascesse un figlio suo,

di cui poi solo la femmina si sarebbe occupata,

la società umana

gli chiede di rinunciare a spargere il seme ra molte femmine 

per accoppiarsi solo con una,

da cui poi nasceranno i suoi cuccioli,

che porteranno il suo corredo genetico

e di cui egli dovrà occuparsi insieme alla femmina,

all” interno della famiglia umana. 

E assolutamente naturale,

a questo punto,

che il maschio pretenda la sicurezza

che i cuccioli che nascono da quella femmina siano i suoi,

e dunque che quella femmina si accoppi solo con lui. 

Se e soltanto se la società umana

gli garantirà il possesso di una determinata femmina

ed il controllo del suo corpo

egli rinuncerà a spergere il seme tra molte femmine. 

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