Gli italiani, cresciuti tra matriarcato, chiesa cattolica e mafia, hanno una visione “femminile” della realtà, che non è una cosa da percepire coi sensi, constatare e descrivere, ma da “creare” in base ai propri desiderata ed alle proprie convenienze.


E’ utile ed interessante capire 
 
come le madri italiane educano i figli alla menzogna,
 
o per meglio dire
 
alla “creazione della realtà”
 
 per capire ed imparare a gestire gli italiani,
 
cresciuti nella “visione femminile” della realtà
 
tipice di femmine, matriarcato, chiesa cattolica e mafia.
 
 
Inizio con un aneddoto..

 

 
In fila alla cassa di un supermercato con Alberto,
 
il mio figlio più piccolo, di sei anni.
 
 
Alberto si avvicina alla cassa
 
con un cestino di quelli a rotelle,
 
con cui abbiamo fatto la spesa,,
 
mette le merci acquistate sul nastro
 
e ripone il carrello.
 
 
Mentre è impegnato in questa operazione
 
arriva una bambina della sua età,
 
che, facendo la stessa cosa,
 
fa cadere tutti i carrelli.
 
 
La mamma la richiama:
 
“Metti a posto i carrelli !”
 
 
La bambina risponde “sdegnata”:
 
“Ma mica li ho fatti cadere io”
 
guardando mio figlio Alberto con “sguardo accusatorio”.
 
 
La mamma, che ha visto perfettamente la scena
 
e sa perfettamente che è stata sua figlia
 
a far cadere tutto,
 
risponde invece assecondando la menzogna della figlia,
 
accompagnandola per di più con una frase moralizzatrice:
 
“Non fa niente se non sei stata tu !
 
L’importante è mettere a posto i carrelli”.
 
 
Alberto mi guarda sconcertato
 
dal comportamento della bambina,
 
e io ne approfitto per spiegargli le femmine,
 
naturalmente ad alta voce,
 
in modo che mamma e figlia ascoltino
 
e capiscano che la loro ammuina non ha avuto alcun effetto,
 
e non ha dunque alcun senso:
 
“Vedi Alberto le femmine sono così:
 
negano l’evidenza ed educano le altre femmine,
 
fin da quando sono piccole,
 
a negarla:
 
l’importante è che tu lo sappia
 
senza sdegnarti e arrabbiarti,
 
chè peraltro è del tutto inutile,
 
nel senso che non serve certamente
 
a cambiare il loro comportamento,
 
in modo da imparare a capirle, conoscerle e gestirle
 
fin da piccolo”.
 
 
Alberto ha capito.
 
 
Mamma e figlia pure.
 
 
E pensano già da femmine
 
che la loro menzogna non era congegnata bene
 
e che la prossima volta
 
bisognerà fare il tutto in modo più raffinato.
 

Dice:

“O Giamba ma perchè ci racconti sto aneddoto ?”

Dico:

“Pe favve capi’ che gli italiani

in quanto cresciuti

tra chiesa cattolica, mafia e matriarcato,

hanno una visione “femminile” della realtà,

nel senso che la realtà

non è una cosa da percepire coi sensi

e poi constatare,

ma qualcosa da “creare”

in base ai propri desiderata

ed alle proprie convenienze.

 

Ah n’antra cosa…

Tenete conto

che la “creazione della realtà”

tipica di chiesa cattolica, mafia e femmine

è abitudine accompagnata necessariamente dalla 

di “far passare per pazzi”

quelli che vedono, constatano e descrivono

la realtà effettiva,

ovviamente per mantenere intatti gli spazi

per “creare la realtà”

più utile e conveniente.

 

A questo proposito

tenete conto

che il vostro sdegno e la vostra incazzatura

di fronte

alla menzogna,

o per meglio dire alla “creazione della realtà”,

magari accompagnata da urla scomposte,

lungi da venir considerata,

da femmine, chiesa cattolica e mafia,

come un monito a cambiare,

per tornare a descrivere la realtà per quel che è,

è usata

da femmine, chiesa cattolica e mafia

proprio per “farvi passare per pazzi”.

 

Necessita dunque,

in quei casi,

calma, pazienza, 

e una ferma e costante ripetizione della realtà.

 

Insomma

l’ eppur si muove di Galileo

di fronte all’inquisizione cattolica

che voleva farlo passare per pazzo

e lo rinchiudeva in prigione.

 

“Avete capito ?”

Non dite. “Ho capito”

se non avete capito,

pe’ fa’ bella figura.

Dite: “Non ho capito”

e ve lo rispiego.

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