L’ amore per il prossimo, inesistente in natura ed inventato dal cristianesimo, è il fondamento di ogni mafia

I rapporti personali sono considerati, a torto.

soprattutto nei paesi a tradizione cattolica,

in cui la struttura comunitaria e mafiosa

della chiesa cattolica fa da modello di riferimento,

il presupposto indispensabile

della coesione sociale e dell’esistenza stessa della società umana.

 

Questa falsa credenza

nsace da un’altra falsa credenza,

diffusa ad arte tra gli esemplari della specie Homo Sapiens

dal cristianesimo:

l’esistenza di un cosiddetto “amore per il prossimo”,

cioè di un interesse reale

di ogni esemplare della specie Homo Sapiens

per tutti gli altri esemplari della specie Homo Sapiens.

 

In realtà detto interesse è del tutto inesistente in natura

in tutte le specie viventi,

compresa naturalmente la specie Homo Sapiens.

 

L’unico interesse reale di un esemplare della specie Homo Sapiens

per un altro esemplare della specie Homo Sapiens,

così come di ogni essere vivente per ogni altro essere vivente della stessa specie,

è quello dell’esemplare adulto per il cucciolo generato,

un interesse che ha peraltro una motivazione del tutto egoistica:

interessarsi del cucciolo generato ed occuparsi di lui

durante il suo prolungato periodo di dipendenza,

in cui egli non è in grado di badare a se stesso,

aumenta infatti le probabilità della sua sopravvivenza,

e, con esse, le probabilità di permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra.

 

Ogni esemplare della specie Homo Sapiens,

sì come ogni essere vivente,

è in realtà mosso da due istinti:

l’ istinto di sopravvivenza individuale,

cioè un sano e naturale egoismo,

e l’ istinto di sopravvivenza del proprio corredo genetico,

che lo porta ad acccoppiarsi con un esempare dell’altro sesso

della propria stessa specie allo scopo di riprodursi,

per poi occuparsi del cucciolo generato

per aumentare le sue probabilità di sopravvivenza,

e,con esse, le probabilità di permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra.

 

Si può ben dire, dunque,

che gli unici interessi reali di un essere vivente per un altro,

quindi di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per un altro,

siano l’interesse del  maschio per la femmina e della femmina per il maschio,

finalizzati all’ accoppiamento che consente la riproduzione,

e l’ interesse del maschio e della femmina adulti per il cucciolo generato,

finalizzato alla sopravvivenza del cucciolo,

e, con esso, del proprio corredo genetico sulla Terra.

Accade poi che il cristianesimo,

per costruire un supporto alla coesione sociale,

inventi l’ esistenza del cosiddetto “amore per il prossimo”,

che viene creato prendendo come modello di riferimento

l’interesse naturale e reale di ogni esemplare adulto

per il cucciolo generato,

come detto di natura assolutamente egostica,

finalizzato alla sopravvivenza del cucciolo

ed alla permanenzA del proprio corredo genetico sulla Terra,

e diffondendo l’idea che detto interesse reale

esiste da parte di ogni esemplare dela specie

verso ogni altro esemplare della specie.

In questo modo si mantengono gli esemplario adulti della specie

nell’ attesa che qualcuno si occupi di loro,

cioè in condizione infantile,

aumentando così le possibilità di controllo su di loro,

mettendo in opera, a questo scopo,

tutto una complessa straegia educativa e sociale

che ha come scopo finale quello di impedire

l’evoluzione naturale verso l’autonomia e l’indipendenza.

Il primo passo, quello fondamemntale,

è la criminalizazione del sano e naturale egoismo,

che viene operata sin dalla nascita su ogni cucciolo della specie,

usando il famtomatico “amore per il prossimo” come supporto,

ed inoculando a forza nel suo cervello l’esistenza

di quel fantomatico “amore”,

in nome del quale dovrebbe rinunciare al suo egoismo,

descritto come quialcosa di cattivo e criminale,

per indirizzare le sue energie verso gli altri

ed occuparsi pertanto degli altri.

Un’ operazione meticolosa di criminalizzazione del sano e naturale egoismo

e di ossessivo indirizzamento verso gli altri,

che crea degli individui malati,

degli eterni cuccioli

morbosamente interessati agli altri ed alla loro approvazione,

completamente incapaci di evolversi

verso l’ autonomia e l’indipendenza dell’età adulta.

Individui facilmente controllabili,

raccolti in “comunità”, cioè in greggi,

per essere portati più facilmente dove si vuole,

che attendono ogni intervento risolutore sulla loro vita

da governanti, sacerdoti et similia,

che si presentano come “Padri interessati soltanto a loro”

ma che in realtà approfittano di questa disparità di condizione,

artificialmente creata,

per usarli e sfruttarli, senza ricevere alcuna resistenza,

e realizzare così facilmente ed impunemente i propri interessi.

Tutto questo viene realizzato

inventando il cosiddetto “amore per il prossimo”

e diffondendo l’idea che esso è il presupposto indispensabile

per la creazione e la esistenza della società umana.

Un’ idea assolutamente e completamente falsa,

perchè la società umana nasce da un contratto sociale tra individui,

eguali con stessi diritti e stessi doveri,

che fondano la società umana sul rispetto reciproco,

che ogni individuo accetta di buon grado

per passare dallo stato di natura di guerra di tutti contro tutti

alla società umana,

che consente di vivere senza preoccuparsi quotidianmente e costantemente

della propria sopravvivenza, minacciata dagli altri,

e di usare per altre attività

il tempo e l’energia prima usate per difendersi dagli altri.

 

UN’idea assolutamente e completamente falsa

da cui nasce la struttura comunitaria, cioè mafiosa,

della società umana,

in cui i rapporti personali tra individui

prendono il posto del rispetto reciproco,

e della legge e delle regole uguali per tutti,

fondate sul rapporto reciproco,

come fondamento della convivenza civile.

L’amico, gli amici dell’amico e gli amici degli amici,

con cui si ha un rapporto personale privilegiato,

ricevono così un trattamento privilegiato rispetto a tutti gli altri,

senza alcun rispetto per la legge, uguale per tutti,

che prevede appunto diritti e doveri ugusali per tutti,

quindi un trattamento uguale per tutti.

Dal rapporto personale nasce l’amicizia personale,

dall’amicizia personale l’amico, l’amico degli amici e gli amici degli amici,

in una parola la MAFIA.

Il cristianesimo è un delirio contro natura, che fa del sacrificio e della sofferenza un valore, e distrae gli esemplari della specie Homo Sapiens dai veri valori: la vita e la felicità

Lo scopo di ogni essere vivente

è la sua sopravvivenza come individuo

e la sopravvivenza della specie.

Per conseguire questo obiettivo,

scritto nel suo istinto,

ogni essere vivente cerca la salute, il benessere e la felicità

ed evita la malattia, il sacrificio e la sofferenza. 

Il cristianesimo, invece,

fa del sacrificio e della soffernza un valore,

giungendo al punto di fare

di un ometto crocefisso

il suo simbolo. 

La ripetizione ossessiva del messaggio cristiano

che fa del sacrificio e della sofferenza un valore,

soprattutto nella prima infanzia,

distoglie gli esemplari della specie Homo Sapiens

dal proprio istinto,

dal proprio sano e naturale egoismo,

dall” istintivo occuparsi del proprio corpo e della propria vita,

allo scopo di conseguire salute, benessere, felicità

e quindi sopravvivere,

e fa di loro degli infelici. 

Ripristinare il controllo del maschio sul corpo della femmina è il solo modo per ridare solidità e stabilità alla famiglia ed alla società umana

Il corpo della femmina è,

in ogni specie vivente,

il luogo in cui avviene la riprodzione della specie,

ma, naturalmente,

affinchè la riproduzione avvenga

il corpo della femmina ha da essere fecondato dal maschio.

In ogni specie vivente

il maschio e la femmina

sono ambedue interessati

alla permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra,

che, insieme alla sopravvivenza individuale,

è il bisogno istintivo di ogni essere vvente,

il senso della vita

e lo scopo della vita.

Per la femmina,

naturalmente,

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra è scontata

ogni volta che un cucciolo nasce dal suo corpo,

visto che, naturalmente ed ovviamente,

il cucciolo esce fisicamente dal suo corpo

e possiede certamente il suo corredo genetico.

Il maschio ha invece bisogno

per garantirsi la certezza che il cucciolo nato sia il suo,

per garantirsi cioè la permanenza del suo corredo genetico,

visto che, naturalmente,

il cucciolo non nasce dal suo corpo.

Nelle specie viventi che vivono allo stato di natura

il maschio,

per garantirsi la permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra,

o, per meglio dire,

per aumentare le probabilità di permanenza del suo corredo genetico,

si limita a spargere il seme tra molte femmine:

più saranno le femmine con cui si accoppierà

più aumenterà la probabilità di fecondarne una,

più aumenterà la probabilità che nasca un cucciolo

che possiede il suo corredo genetico.

Il periodo di dipendenza ridotto del cucciolo

farà poi si che soltanto la femmina,

per quel periodo ridotto di dipendenza,

si occuperà di lui,

per aiutarlo nella crescita, allattandolo ed accudendolo,

ed evitare che sia ucciso da esemplar di altre specie

o della stessa specie.

Nella specie Homo Sapiens,

specie evoluta in cui la dipendenza del cucciolo è prolungata,

ambedue i genitori devono occuparsi del cucciolo

per aumentare le sue probabilità di sopravvivenza

e, con essa,

di permanenza del proprio corredo genetico.

Nasce la famiglia,

luogo naturale in cui il maschio e la femmina

che hanno generato quel determinato cucciolo

si occupano di lui

durante il suo periodo prolungato di dipendenza,

dovuto alla sua appartenze ad una specie evoluta.

Per la femmina nulla cambia,

visto che

sia nello stato di natura,

in cui si accoppia con un maschio qualunque per poi occuparsi del cucciolo,

sia nella società creata dalla specie Homo Sapiens,

in cui si accoppia solo con un maschio,

il cucciolo esce fisicamente dal suo corpo

ed ella, pertanto,

non ha alcun problema a riconoscerlo come suo

e quindi ad occuparsi d lui

per garantire la sua sopravvivenza,

e, con essa,

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra.

Per il maschio,

invece,

cambia tutto.

Se nello stato di natura egli si limitava

a spargere il seme tra molte femmine per fecondarle,

per aumentare la probabilità che nascesse un figlio suo,

di cui poi solo la femmina si sarebbe occupata,

la società umana

gli chiede di rinunciare a spargere il seme tra molte femmine

per accoppiarsi solo con una,

da cui poi nasceranno i suoi cuccioli,

che porteranno il suo corredo genetico

e di cui egli dovrà occuparsi insieme alla femmina,

all” interno della famiglia umana.

E assolutamente naturale,

a questo punto,

che il maschio pretenda la sicurezza

che i cuccioli che nascono da quella femmina siano i suoi,

e dunque che quella femmina si accoppi solo con lui.

Se e soltanto se la società umana

gli garantirà il possesso di una determinata femmina

ed il controllo del suo corpo

egli rinuncerà a spergere il seme tra molte femmine

e si occuperà della sua famiglia,

composta da una determinata femmina

e da tutti i cuccioli nati da lui e da quella femmina.

Per secoli la società umana

ha garantito al maschio

il possesso del corpo di una deteminata femmina,

della sua femmina,

semplicemente con leggi che garantivano e tutelavano

lesistenza della famiglia,

ma anche con abitudini e convenzioni sociali

che obbligavano la femmina ad accoppiarsi con un solo maschio,

permettevano al maschio di tenere chiusa in casa la femmina

e di coprirla in modo adeguato.

In questo modo

il maschio era sicuro del possesso di una determinata femmina,

era certo che quella femmina si accoppiava solo con lui,

era certo che i cuccioli nati da quella femmina

fossero i suoi,

era certo della permanenza del suo corredo genetico sulla Terra.

Ne conseguiva la abitudine del maschio

di occuparsi della sua femmina

e dei cuccioli nati da quella femmina,

cioè della sua famiglia.

Il maschio si occupava stabilmente della sua famiglia,

la famiglia era solida

e la società umana era solida.

Il mutamento nella vita della femmine,

la cosiddetta “emanicpazione femminile”

ha devastato queste abitudini tradizionali

che tenevano in piedi e davano stabilità

alla famiglia e alla società umana.

La femmina libera

“che gestisce il suo corpo da sè”

non dà più al maschio

alcuna certezza della sua paternità,

mantenendo però quella sua naturale,

ed in questo modo il rapporto tra maschio e femmina

perde ogni solidità e stabilità,

e con esso perde solidità e stabilità la famiglia umana.

A fare le spese di questa nuova situazione

sono naturalmente i cuccioli

che si vedono privati,

durante il prolungato periodo di dipendenza infantile,

delle attenzioni genitoriali di cui hanno bisogno.

Perde solidità la famiglia.

Perde solidità la società umana.

Ripristinare il possesso e il controllo del maschio sulla femmina

e le leggi, le abitudini e le convenzioni sociali

che garantiscono quel possesso e quel controllo

è la sola strada possibile

per ridare solidità e stabilità

alla famiglia e alla società umana.

La femmina scissa dal controllo del maschio impazzisce, fa impazzire i maschi più giovani e deboli e la socetà umana

Il corpo della femmina è,

in ogni specie vivente,

il luogo in cui avviene la riprodzione della specie,

ma, naturalmente,

affinchè la riproduzione avvenga

il corpo della femmina ha da essere fecondato dal maschio. 


I due genitori,

il maschio e la femmina,

sono ambedue interessati,

alla permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra,

che, insieme alla sopravvivenza individuale,

è il bisogno istintivo di ogni essere vvente,

il senso della vita

e lo scopo della vita. 

Per la femmina,

naturalmente,

questa permanenza è scontata 

ogni volta che un cucciolo nasce dal suo corpo,

visto che, naturalmente ed ovviamente,

il cucciolo esce fisicamente dal suo corpo

e possiede certamente il suo corredo genetico. 

Il maschio ha invece bisogno di altri modi

per garantirsi la certezza che il cucciolo nato sia il suo,

per garantirsi cioè la permanenza del suo corredo genetico.

Nelle specie viventi che vivono allo stato di natura

il maschio,

per aumentare la probabilità di permanenza del suo corredo genetico,

si limita a spargere il seme tra molte femmine:

più saranno le femmine con cui si accoppierà

più aumenterà la probabilità di fecondaren una,

più aumenterà la probabilità che nasca un cucciolo 

che possiede il suo corredo gentico. 

Il periodo di dipendenza ridotto del cucciolo

farà poi si che soltanto la femmina,

per quel periodo ridotto di dipendenza, si occuperà di lui,

per aiutarlo nella crescita, allattandolo ed accudendolo,

ed evitare che sia ucciso da altre specie. 

Nella specie Homo Sapiens,

specie evoluta in cui la dipendenza del cucciolo è prolungata,

ambedue i genitori devono occuparsi del cucciolo

per aumentare le sue probabilità di sopravvivenza

e, con essa,

di permanenza del proprio corredo genetico. 

Nasce la famiglia,

luogo naturale in cui il maschio e la femmina

che hanno generato quel determinato cucciolo

si occupano di lui

durante il suo periodo prolungato di dipendenza,

dovuto alla sua appartenze ad una specie evoluta.

Per la femmina nulla cambia,

visto che il cucciolo,

sia nello stato di natura, 

in cui si accoppia con un maschio per poi occuparsi del cucciolo, 

sia nella società creata dalla specie Homo Sapiens,

esce fisicamente dal suo corpo

ed ella, pertanto,

non ha alcun problema a riconoscerlo come suo

e quindi ad occuparsi d lui

per garantire la sua sopravvivenza,

e, con essa,

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra. 

Per il maschio,

invece,

cambia tutto.

Se nello stato di natura esso si limitava

a spargere il seme tra molte femmine per fecondarle,

per aumentare la probabilità che nascesse un figlio suo,

di cui poi solo la femmina si sarebbe occupata,

la società umana

gli chiede di rinunciare a spargere il seme ra molte femmine 

per accoppiarsi solo con una,

da cui poi nasceranno i suoi cuccioli,

che porteranno il suo corredo genetico

e di cui egli dovrà occuparsi insieme alla femmina,

all” interno della famiglia umana. 

E assolutamente naturale,

a questo punto,

che il maschio pretenda la sicurezza

che i cuccioli che nascono da quella femmina siano i suoi,

e dunque che quella femmina si accoppi solo con lui. 

Se e soltanto se la società umana

gli garantirà il possesso di una determinata femmina

ed il controllo del suo corpo

egli rinuncerà a spergere il seme tra molte femmine.